luogo | Varese
anno | 2023-2024
dimensioni | 30.000 mq circa
tipologia | parco pubblico – studio fattibilità tecnico economica
progetto architettonico | Piramide srl, arch. Di Giglio, arch. Roda, rrch. Gianetti, arch. Zanini, arch. Serafin, arch. Baila, arch. Federici, ing. Nucara, dott. Parmigiani
l progetto di rigenerazione urbana e sistemazione delle aree esterne dell’Ex Macello di Varese è partito da due temi fondamentali:
recuperare il rapporto perduto con l’acqua
recuperare il cibo come elemento di vita
il primo tema affrontato prevede un progetto di resilienza e di collaborazione con la natura, e quindi di integrazione del fiume Vellone nel paesaggio urbano per ritrovare quel rapporto perduto.
il progetto paesaggistico si è concentrato sulle pratiche di gestione delle acque, identificando i principi naturali, le soluzioni tecnologiche e le declinazioni architettoniche che permettono al territorio di adeguarsi, in caso di precipitazioni estreme.
il secondo tema prevede la costituzione di un Hub di quartiere all’interno del fabbricato dell’Ex Macello per recuperare e ridistribuire il cibo invenduto per contrastare la povertà alimentare
l’area di complessivi 30.000 metri quadri comprende una parte Nord (attualmente in uso come deposito di Autolinee Varesine) e una Sud (ex Macello e pertinenze) ed è delimitata ad est dal torrente Vellone e dai binari delle Ferrovie Nord.
il progetto architettonico a Nord prevede tre blocchi abitativi di Social Housing.
mentre la zona a Sud prevede invece un Food Hub e centro di formazione al lavoro innovativo negli spazi dell’Ex Macello Civico.
il parco costituisce l’elemento di connessione urbana di tutto il comparto Nord-Sud dell’Ex-Macello e la sua realizzazione è finalizzata non solo alla riqualificazione degli spazi aperti pubblici ma anche alla ri-naturalizzazione dell’ambito urbano, per favorirne l’uso collettivo in una scala che vada oltre quella del quartiere, un nuovo ecosistema urbano, un paesaggio d’acqua con soluzioni guidate da principi di sostenibilità e nuova socialità.
progettare con l’acqua non solo come fonte di benessere fisico e psicologico per l’uomo ma anche come elemento di potenziale rigenerazione sociale, economica ed ecologica.
nello specifico il progetto prevede una piazza alberata in stretta relazione con l’edificio con pavimentazione in calcestre stabilizzato, per gestire in situ le acque meteoriche, ridurre i volumi idrici recapitati in fognatura ed evitare problemi di sovraccarico delle reti, rendendo così più sostenibile il ciclo dell’acqua in ambito urbano oltre che per garantire il corretto drenaggio delle alberature previste.
la riduzione dell’evapotraspirazione nelle aree urbane. la piazza si apre poi verso il parco che assume il carattere di area più naturalistica e ad ampia scala si relaziona con il paesaggio del Campo dei Fiori che domina sullo sfondo.
il parco è concepito non solo per aumentare la biodiversità urbana ma anche per dotare il quartiere di aree verdi pubbliche di carattere naturalistico in relazione con il torrente Vellone.
la zona di parco più vicina al Vellone è infatti concepita come zona umida, una sorta di area inondabile con la presenza di vegetazione acquatica emergente per favorire oltre che il naturale spaglio delle acque in caso di esondazione del Vellone anche la creazione di un habitat naturale accrescendo il valore paesaggistico del parco e migliorando il comfort climatico del quartiere Belforte.





